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Tu che mi guardi, Tu che mi racconti

 

 

“Ogni essere umano desidera ricevere da un altro il racconto della propria storia: solo gli altri possono scorgere il disegno di un’identità e raccontarlo in sua presenza”.
Le storie di vita vengono narrate e ascoltate con interesse, perché sono simili e tuttavia nuove, insostituibili e inattese, dall’inizio alla fine.
Ogni essere umano è un essere unico, è un essere irripetibile che, non ricalca mai le medesime orme di un altro, non ripete mai il medesimo percorso, non si lascia mai dietro la medesima storia.
La vita non può essere vissuta come una storia, perché la storia viene sempre dopo: è imprevedibile e ingovernabile, proprio come la vita.
In questo incontro sperimenteremo  il piacere di raccontarci e di essere raccontati.

Venerdì 23 Settembre alle ore 18,30 presso l’Associazione Centro Koros, Via Grotte Bianche 150 Catania, conduce l’incontro Graziella Puglisi.
Costo del Seminario 7 euro, gratuito per i soci Koros.

Le mie paure

paura

“Io allora mettevo in relazione ogni cosa che mi succedeva con i libri che leggevo. Non c’era mancato molto che vedessi in quelle persone adulte che ridevano così spudoratamente di me i cannibali che conoscevo e temevo da quando avevo letto Le mille e una notte e le Fiabe di Grimm. Non c’è sentimento che cresca più rigoglioso della paura, e saremmo davvero ben povera cosa senza le paure che abbiamo patito. E’ una tendenza caratteristica degli esseri umani esporsi continuamente alla paura. Le nostre paure non vanno mai perdute, anche se i loro nascondigli sono misteriosi. Forse, di tutte le cose del mondo, nulla si evolve e si trasforma meno della paura. Quando penso ai miei primi anni, per prima cosa ritrovo le paure di cui essi abbondarono in maniera inesauribile. Molte le ritrovo soltanto ora, mentre in altre, che non troverò mai, risiede presumibilmente il segreto che mi fa desiderare una vita interminabile.”

Elias Canetti

La Pienezza

Albero

Non amare il florido ramo, non mettere nel tuo cuore la sua immagine sola; essa avvizzisce. Ama l’albero intero, così amerai il florido ramo, la foglia tenera e la foglia morta, il timido bocciolo ed il fiore aperto, il petalo caduto e la cima ondeggiante, lo splendido riflesso dell’Amore pieno. Ama la vita nella sua pienezza, essa non conosce decadimento.

Krishnamurti

Allegria tra le lacrime

flamenco
Ed essere flamenco è così:
è avere carne, cuore, passioni,
pelle, istinti e desideri diversi;
è un vedere il mondo diverso,
con i sensi all’erta;
il destini della coscienza,
la musica dei nervi,
libera fierezza,
allegria tra le lacrime,
il dolore, la vita e
tinto di malinconia l’amore;
odiare la monotonia,
il metodo che castra;
immergersi nel canto,
nel vino e nei baci;
e trasformare in un’arte sottile,
di capriccio e libertà, la vita;
senza accettare i ceppi della mediocrità;
giocarsi il tutto per tutto;
assaporarsi, darsi, sentirsi,
vivere!
Tomas Borras

Immaginare

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La vita è per noi ciò che in essa immaginiamo.
Per il contadino per il quale il suo campo è tutto, quel campo è un impero.
Per Cesare il cui impero gli sembra ancora poco, quell’impero è un campo.
Il povero possiede un impero; il grande possiede un campo.
In realtà non possediamo altro che le nostre sensazioni; su di esse, dunque, dobbiamo basare la realtà della nostra vita, piuttosto che su quello che esse vedono.
F. Pessoa

L’Ombra

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Fai attenzione alla tua ombra. Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta. È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui. Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo li, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi. Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene. Mai. Quest’uomo è la tua ombra. È con te da quando sei nato. Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.

G.Faletti

La bellezza delle donne

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La bellezza delle donne che ci hanno cambiato la vita
più profondamente di cento rivoluzioni
non si perde, non dilegua con gli anni
per quanto svaniscano i tratti
per quanto si deformino i corpi.
Resta nei desideri suscitati un tempo
nelle parole giunte anche in ritardo
nell’esplorazione incerta della carne
nei drammi mai venuti alla luce
nel riflettersi delle separazioni,
nelle identificazioni totali.
La bellezza delle donne che cambiano la vita
resta nelle poesie scritte per loro
rose perenni che effondono sempre lo stesso profumo,
rose perenni, come da sempre dicono i poeti.

(Titos Patrikios)