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Il Tradimento del Corpo

Il nostro corpo parla e anche se facciamo di tutto per nascondere a noi stessi e agli altri quello che non ci piace, il nostro corpo dice tanto di noi, molto più di quello che non vogliamo fare vedere e ci tradisce.
Lo fa attraverso la postura, i movimenti, il modo di occupare lo spazio, parlano per noi le tensioni, il nostro respiro.
E cosa dicono di noi le nostre rughe, i capelli bianchi, le spalle curve, le unghie rosicchiate, l’incedere strascinato, le pieghe attorno alle labbra, il viso accigliato, il solco tra le sopracciglia, la tensione nello stomaco?
Come un libro aperto è tutto scritto nel nostro corpo e cosa gli altri leggono di noi?
Ciò che sempre parla in silenzio è il nostro corpo e in questo Seminario proveremo a dargli voce.
Conduce l’incontro Graziella Puglisi
Costo del Seminario 7 euro, gratuito per i soci Koros.

Tu che mi guardi, Tu che mi racconti

 

 

“Ogni essere umano desidera ricevere da un altro il racconto della propria storia: solo gli altri possono scorgere il disegno di un’identità e raccontarlo in sua presenza”.
Le storie di vita vengono narrate e ascoltate con interesse, perché sono simili e tuttavia nuove, insostituibili e inattese, dall’inizio alla fine.
Ogni essere umano è un essere unico, è un essere irripetibile che, non ricalca mai le medesime orme di un altro, non ripete mai il medesimo percorso, non si lascia mai dietro la medesima storia.
La vita non può essere vissuta come una storia, perché la storia viene sempre dopo: è imprevedibile e ingovernabile, proprio come la vita.
In questo incontro sperimenteremo  il piacere di raccontarci e di essere raccontati.

Venerdì 23 Settembre alle ore 18,30 presso l’Associazione Centro Koros, Via Grotte Bianche 150 Catania, conduce l’incontro Graziella Puglisi.
Costo del Seminario 7 euro, gratuito per i soci Koros.

AMARE

amore

Il peso della tristezza è negli occhi stanchi.

La nostalgia invece scorre irrequieta tra le dita delle mani.

L’orgoglio fa mordere le labbra .

La paura del domani puoi misurarla con la fretta dei tuoi passi.

L’odio si poggia sulle spalle e ci conferisce una fierezza che non meritiamo.

Ma l’amore no: è un bagliore nello sguardo, una carezza che non ha mai fine,

Un bacio che toglie il respiro in punta di piedi.

La mano cortese di chi ti invita a ballare quando la vita ti mette a sedere.

Rischiare di essere felici

felicità

Le persone temprate dalla sofferenza hanno affinato una sensibilità speciale. Sanno essere dolci e non sdolcinate, sanno essere dure senza far male, sanno dosare la rabbia distinguendola dall’odio, sanno il significato del silenzio, sanno distinguere l’essenziale dal superfluo, conoscono il peso delle lacrime e il valore di un brivido e soprattutto sanno che nulla ti è dovuto e ciò che hai puoi sempre perderlo. Sono persone così fiere delle proprie cicatrici da potersi permettere di fare a meno di qualsiasi maschera… libere di essere vulnerabili, di provare emozioni e soprattutto libere di correre il rischio di essere felici.
G. Donadei

Parlare con il Corpo

parlare con il corpo

Se ti tremano le ginocchia,

se affronti la vita a testa alta,

se non ci vedi dalla rabbia,
se tendi a portarti tutto sulle spalle,

se ti prudono le mani,

se hai un peso sullo stomaco,
se un nodo ti è rimasto in gola,
se ti fanno cascare le braccia,
se ti senti le mani legate,
se vuoi essere in gamba,

se vuoi restare con i piedi per terra,

se hai l’amaro in bocca

stai parlando con il Corpo.

Seminario ” Scritto sul corpo”

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Dice Jeanette Winterson che nel nostro corpo c’è un codice segreto visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì.
Un corpo non si svela nella nudità. Un corpo si svela parlandone, usandolo, muovendolo, paradossalmente lo si svela di più per come lo si copre che per come lo si scopre.
Il nostro corpo parla e racconta di noi attraverso la postura, parlano per noi le nostre ferite, le nostre cicatrici, il colore dei nostri capelli, parla il nostro sguardo, le pieghe intorno alla nostra bocca, il nostro grasso, le nostre mani.
Lo spazio corporeo, interno o esterno che sia, relativo a sé o all’altro è il luogo per eccellenza che ci racconta di noi stessi.
Attraverso il linguaggio non verbale del movimento e della danza daremo voce ai segni che fanno di noi quello che siamo.

Il seminario è condotto da Graziella Puglisi, gestalt counsellor.

Ti aspettiamo Venerdì 10 Aprile dalle 18,30 alle 20 presso il Centro Koros via Grotte Bianche 150 Catania.

Costo 7€, gratuito per i soci Koros

 

Innocenza

innocenza

Le emozioni profonde che abbiamo sepolto appartengono al bambino che eravamo, quel bambino che era innocente e libero e che conosceva la gioia prima che la vergogna e la colpa frenassero i suoi impulsi.

Quel bambino vive ancora dentro di noi, perdere il contatto con lui significa perdere il contatto con la parte profonda di noi.

A. Lowen 

Le prime sensazioni

bambini

“Ci sono bambini ai quali non è consentito di vivere liberamente neppure le primissime sensazioni, quali ad esempio l’insoddisfazione, l’irritazione, la collera, il dolore, il piacere tratto dal proprio corpo, e addirittura la fame. Spesso si odono madri raccontare con fierezza che il loro neonato ha imparato a reprimere la fame e, distratto amorevolmente, ad attendere tranquillo il momento del pasto.ALICE MILLER