L’energia dell’Amore

 

 

Un giorno, dopo aver dominato i venti, le onde, le maree e la gravità, imbriglieremo l’energia dell’amore: e per la seconda volta nella storia del mondo, l’uomo avrà scoperto il fuoco

(Brian Weiss)

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Sei tutte noi

inadeguata

Le dici magra, si sente grassa
Son tutte bionde, lei è corvina
Vanno le brune, diventa albina
Troppo educata, piaccion volgari
Troppo scosciata per le comari
Sei troppo colta preparata
Intelligente, qualificata
Il maschio è fragile, non lo umiliare
Se sei più brava non lo ostentare
Sei solo bella ma non sai far niente
Guarda che oggi l’uomo è esigente
L’aspetto fisico più non gli basta
Cita Alberoni e butta la pasta
Troppi labbroni non vanno più
Troppo quel seno, buttalo giù.
Bianca la pelle, che sia di luna
Se non ti abbronzi, non sei nessuna
L’estate prossima con il cotone
Tornan di moda i fianchi a pallone
Ma per l’inverno la moda detta
Ci voglion forme da scolaretta
Piedi piccini, occhi cangianti
Seni minuscoli, anzi giganti
Alice assaggia, pilucca, tracanna
Prima è due metri, poi è una spanna
Alice pensa, poi si arrabatta
Niente da fare, è sempre inadatta
Alice morde, rosicchia, divora
Ma non si arrende, ci prova ancora
Alice piange, trangugia, digiuna
E’ tutte noi, è se stessa, è nessuna.
Lella Costa

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Donna

 

Quanto hai dato, donna:
secoli di luce
che non hanno riflesso le coscienze
ingoiate da abissi di silenzio.
E quanto altro:
radici per tener salda la terra
velluto dell’amore
una spiga per raggiungere il cielo
fertili semenze del coraggio
per un mondo abitato dalla guerra.
E quanto altro.
Dai tuoi occhi
albe e nebbie,
revisione del giudizio
in attesa dei fiori.
Minuta di piccole cose
recuperate dall’infanzia
nella scrittura dei sogni.
E quanto altro.
Foglie che coprono il pudore dell’universo
laghi generosi di acque vergini
spessore del segreto
delle profonde radici del tuo tempo.
Quanto autunno
a inondare la terra
e un colore crepuscolare
nella corteccia.
Carmen Yáñez

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Il Tempo

seminare

“Non ti stancare mai di strappare spine, di seminare all’acqua e al vento.
La storia non miete a giugno né vendemmia a ottobre.
Ha una sola stagione: il tempo”

Ignazio Buttitta

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Quando non c’è campo

parlare da soli
A volte parlando per telefono ci capita di sentirci ispirati e mettiamo su un’ espressione sentita e spontanea di concetti anche profondi che vengono fuori con la veemenza tipica di chi vuol essere se stesso. Pensiamo così di toccare le corde del nostro interlocutore, di spiegargli a chiare lettere ciò che sentiamo, chi siamo o che cosa vorremmo. Pensiamo… perché  dall’altra parte c’è silenzio e noi perciò mettiamo ancora più foga nel nostro copione a braccio giacché  l’altro ci sembra assorto e riflessivo. Sino a che non ci rendiamo conto che era semplicemente caduta la linea e da tempo parlavamo da soli. Richiamare e ridire ciò che si è perso nel vento sarebbe inutile e frustrante e dunque desistiamo accontentandoci, rifatto il numero, di una banale sintesi.

Allo stesso modo talvolta esprimiamo senza che l’altro ci ascolti. Perché di ciò che stiamo dicendo invero non gliene frega nulla. Il penderne atto è deludente ma salvifico, perché non si può fare entrare il mulo all’indietro nella stalla. E le perle le compra solo chi ama le perle e dunque le apprezza.

Roberto Cafiso

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La carezza di Vento

madre

LA CAREZZA DI VENTO
La sentirai, che sarò già lontana.
Ma la ragione, il lavoro, il tempo
ti distrarranno da lei.
L’avvertirai ancora, accennata
quando meno te l’aspetti
o quando, invece, ne avresti più bisogno.
Ed ogni volta che t’ accadrà di percepirla
ne sarai sempre più certa, più sicura.
Ti sorgerà il dubbio
ma ti rassicurerà l’odore
il tocco lieve, l’invisibile impronta.
L’odore di madre, la pace.
E’ la carezza di vento
che non ti lascerà mai sola.
Non diverrò polvere
così che tu debba chinarti per trovarmi
ma divverò vento, per poterti circondare
come ti circondavano le mie braccia
quando correvo a consolarti.
La sentirai che sarò già lontana
ma il tuo cuore la riconoscerà.
E’ la carezza di vento
il respiro eterno delle madri
L’amore che resta, oltre ogni cosa.
Carolina Turroni

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L’Amore è un dettaglio

indifferenza
Capisci che una persona non ti ama più quando non ti chiede come stai, quando ritarda, quando ti dimentica, quando non ha più tempo.
Capisci che è finita quando lo spazio che aveva delineato per te va restringendosi, capisci che non va quando dimentica che la pioggia ti rende triste, quando lo dimentica e non corre da te per stringerti, per farti sentire meno sola.
Capisci che non ti ama più quando non cura le tue ferite, quando lascia a casa l’antidoto, quando ride con gli altri e non con te.
I dettagli, sono i dettagli a fregarci. L’amore è un dettaglio.
Non è una questione di pienezza, di totalità, è invece una questione di gesti, di sguardi. Se mancano, manca l’amore.
Se mancano è meglio lasciar perdere.

Arthur Rimbaud

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Ricordarsi di allora

dolore antico

Ricordarsi di allora,

delle ferite che si conoscono a memoria,

aperte come labbra che tacciono perché il tempo si vergogna del suo inutile linguaggio.

Ma questa è la domanda: con quale antico dolore dobbiamo pagare il poco che sappiamo?
(Carlos Pujol)

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Quel Vento sei tu

sabbia

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia».
Haruki Murakami

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Impazienza

fiore in boccio

“Non insistere
il fiore non sboccia
prima del giusto tempo.
Neanche se lo implori
neanche se provi ad aprire i suoi petali
neanche se lo inondi di sole.
La tua impazienza
ti spinge a cercare la primavera
quando avresti solo bisogno di
abbracciare il tuo inverno”
Ada Luz Márquez

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Counselor Catania – Graziella Puglisi

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