La Vergogna

pudore

Nel libro della  Genesi la vergogna è la punizione divina per aver trasgredito il divieto di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza:

“Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture”.

La vergogna è un’emozione profonda, negativa e dolorosa che riguarda il nostro senso di identità. Ci fa sentire male per ciò che siamo, inducendo un profondo rifiuto per noi stessi.
Si manifesta anche a livello fisico, non solo arrossendo, ma anche con il distogliere lo sguardo, l’agitazione,il blocco della parola, i vuoti di memoria, la confusione…
È legata  alla disattesa delle aspettative altrui: chi si vergogna tende ad attribuire all’altro giudizi negativi su di sé: “pensano che io non valga nulla, che non sia degno, che sia ridicolo…”

Ogni piccolo insuccesso, un errore, un’incapacità vengono letti come conferma del proprio disvalore.

Induce a nascondersi e mascherarsi: l’individuo si percepisce come negativo e così aprirsi all’esterno diventa innaturale, faticoso, angosciante.

La vergogna non è un’emozione di per sé negativa ma lo diventa nel momento in cui limita e compromette l’esperienza personale, andando a incidere sull’autostima e sull’immagine di sé.

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