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Il giorno in cui te ne andasti

lasciare

A RUSH OF BLOOD TO THE HEAD

Il giorno in cui te ne andasti ci fu una pioggia di stelle
cadendo sui tuoi capelli
e una nostalgia con ali di corvo si installò sulle mie spalle.
Non ci furono parole,
solo entrambi in piedi di fronte all’abisso tra le nostre labbra.

Promisi di dimenticarmi tutto,
prometto sempre di dimenticarmi tutto,
è che a volte dimentico anche
che l’orologio rabbioso della mia memoria
non ha la parola.

Già non mi fai male,
così come già non mi fanno male tutti gli addii
di prima e dopo di te.
Ma ricordo. Ancora.
A volte penso che la mia vita sia sempre stata un continuo dire addio,
una ricerca inconscia e ostinata di solitudine e precipizi.
Cosa sono gli addii se non un modo di ricominciare?
Percorrere altre strade,
che sono sempre diverse,
fino a distruggere le mie scarpe e i miei piedi,
fin quando nel mio corpo si percepiscano le ferite
di tante battaglie perse conto l’oblio.
Tutto è meglio
Che restare placidamente immobile
e morire di niente come quasi tutti fanno,
morire di indifferenza.
Il giorno in cui te ne andasti ci fu una pioggia di stelle
e la lasciai passare senza esprimere un solo desiderio.
In piedi di fronte al nero del corvo tra le nostre labbra,
con la nostalgia dell’abisso sulle mie spalle,
pregavo affinché per una maledetta volta te ne andassi.
Israel Miranda

(Traduzione di  Gianfranco Pecchinenda)

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