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Corso Triennale Counseling Gestaltico -Catania-

Corso triennale di Counselling Gestaltico a orientamento Fenomenologico-Esistenziale

Il corso si svolgerà a Catania e avrà inizio a fine gennaio 2018

L’io che accade… esperienze di narrazioni partecipate e condivise, evocate col corpo, la parola, le immagini…

CHE COS’È IL COUNSELLING
L’attività di counselling trova spazio negli ambiti privato e pubblico, ove sia necessario prevenire o gestire disagi relazionali. Il counselling è sempre più richiesto nella gestione delle risorse umane e sociali nei gruppi, nelle istituzioni nelle aziende e nelle scuole.
Il corso, di tipo esperienziale, è rivolto a medici, psicologi, insegnanti, educatori professionali, terapisti della riabilitazione, responsabili di comunità, manager, assistenti sociali, infermieri, genitori e a quanti per interesse personale e professionale, desiderano approfondire e sviluppare competenze di counselling.
Il percorso formativo prevede adeguamenti personalizzati e obiettivi specifici a seconda dei settori di intervento di ciascun allievo.

METODOLOGIA
La metodologia formativa del corso mira a sviluppare e integrare i seguenti aspetti:
 Conoscenza teorica dei principi della comunicazione interpersonale, delle dinamiche relazionali agite in coppia e in gruppo.
 Formazione personale al fine di sviluppare la consapevolezza di sé, delle proprie capacità, dei propri limiti e dei propri vissuti.
 Addestramento pratico alle abilità di counselling attraverso il monitoraggio e la supervisione delle abilità insegnate e agite nel setting formativo e lavorativo.

STRUTTURA E ARTICOLAZIONE
Il programma triennale del corso, che aderisce agli standard formativi dell’AICo (Associazione Italiana di Counselling) che è allineata all’EAC (Associazione Europea di Counseling) prevede:
 450 ore di formazione teorico-esperienziale;
 100 ore di supervisione,
 650 ore di tirocinio (attività di studio, progettazione ed esperienza diretta di counselling).
Al termine del percorso, superato l’esame finale e la discussione di una tesi, verrà conseguito il Diploma di Gestalt Counsellor.
Tale diploma consente, previo esame, di ottenere il certificato di competenza da parte di AICo.

Il corso è articolato in:
 11 week-end l’anno (da sabato mattina al primo pomeriggio della domenica)
 un seminario intensivo annuale
 laboratori di gruppo tra pari nei primi due anni

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:

Graziella Puglisi
340 2633502
graziellapuglisi@hotmail.it

Corso triennale di Counselling Gestaltico a orientamento Fenomenologico-Esistenziale

 

 

Sono aperte le Iscrizioni a Corso di Counselling Gestaltico a orientamento Fenomenologico-Esistenziale

Il corso si svolgerà a Catania e avrà inizio a fine gennaio 2017
“L’io che accade… esperienze di narrazioni partecipate e condivise, evocate col corpo, la parola, le immagini…”

 

CHE COS’È IL COUNSELLING
L’attività di counselling trova spazio negli ambiti privato e pubblico, ove sia necessario prevenire o gestire disagi relazionali. Il counselling è sempre più richiesto nella gestione delle risorse umane e sociali nei gruppi, nelle istituzioni nelle aziende e nelle scuole.

Il corso, di tipo esperienziale, è rivolto a medici, psicologi, insegnanti, educatori professionali, terapisti della riabilitazione, responsabili di comunità, manager, assistenti sociali, infermieri, genitori e a quanti per interesse personale e professionale, desiderano approfondire e sviluppare competenze di counselling.
Il percorso formativo prevede adeguamenti personalizzati e obiettivi specifici a seconda dei settori di intervento di ciascun allievo.
METODOLOGIA
La metodologia formativa del corso mira a sviluppare e integrare i seguenti aspetti:
 Conoscenza teorica dei principi della comunicazione interpersonale, delle dinamiche relazionali agite in coppia e in gruppo.
 Formazione personale al fine di sviluppare la consapevolezza di sé, delle proprie capacità, dei propri limiti e dei propri vissuti.
 Addestramento pratico alle abilità di counselling attraverso il monitoraggio e la supervisione delle abilità insegnate e agite nel setting formativo e lavorativo.

STRUTTURA E ARTICOLAZIONE
Il programma triennale del corso, che aderisce agli standard formativi dell’AICo (Associazione Italiana di Counselling) che è allineata all’EAC (Associazione Europea di Counseling) prevede:
 450 ore di formazione teorico-esperienziale;
 100 ore di supervisione,
 650 ore di tirocinio (attività di studio, progettazione ed esperienza diretta di counselling).
Al termine del percorso, superato l’esame finale e la discussione di una tesi, verrà conseguito il Diploma di Gestalt Counsellor.
Tale diploma consente, previo esame, di ottenere il certificato di competenza da parte di AICo.

Il corso è articolato in:
 11 week-end l’anno (da sabato mattina al primo pomeriggio della domenica)
 un seminario intensivo annuale
 laboratori di gruppo tra pari nei primi due anni.
PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Graziella Puglisi
340 2633502
graziellapuglisi@hotmail.it

 

 

Creatività

creatività

La creatività è uno stato religioso dell’essere.

Creare significa immettere nell’esistenza qualcosa di nuovo, significa aprire una via all’ignoto, affinché possa entrare nel conosciuto.

Creare significa aprire una via al cielo, affinché possa scendere sulla terra.

La creatività non è altro che questo: palpitare in assoluta sintonia con il tutto.

Osho

Le Maschere della Vergogna

per seminario Tutti abbiamo sperimentato il sentimento doloroso e difficile del provare vergogna, conosciamo come questa ci costringe ad ammettere il nostro sbaglio di fronte a noi stessi.

Si manifesta con un senso di disagio interiore, con comportamenti di timidezza, rossore ed  evitamenti.

Il primo effetto è quello dell’immobilità, ci si ritrova soli con la propria coscienza che ci rimprovera di non essere stati all’altezza delle proprie e altrui aspettative. Quando la vergogna irrompe qualcosa s’infrange, l’immagine sociale è spazzata via dallo sguardo sprezzante dell’altro. Se prima si era una persona senza un volto, ora quel volto è divenuto riconoscibile perché è visto. Provare vergogna è sintomo di consapevolezza che nasce dalla parte più autentica di se stessi, è lemozione che più ci rappresenta come esseri umani e la sua esperienza diventa di vitale importanza al fine di riconoscere il limite della nostra libertà.

In questo Seminario, organizzato dall’Associazione Centro Koros  e condotto da Graziella Puglisi, rivaluteremo questa emozione evitando di cadere in luoghi comuni e giudizi che la riconoscono come debolezza e sconfitta, scopriremo come invece rappresenta l’opportunità di mettersi di fronte a se stessi e di riscoprirsi nella propria intimità più vera.

 

DETERMINAZIONE

potere

Le Rane e la Buca (Storia Zen)

Un giorno un gruppo di rane saltava per il bosco. Improvvisamente, due di esse caddero in una buca profonda. Le compagne allora si raccolsero attorno alla buca e, vedendo che era profonda, giunsero alla conclusione che non c’era modo di salvare le compagne sfortunate.
-La buca è molto profonda! Non sopravviverete!
-gridarono
Le due rane, non dando retta alle compagne, cominciarono a saltare con tutte le forze, tentando di uscire da quella buca.
– E inutile! Non ce la farete mai ad uscire – insistevano le altre.
Alla fine una delle due, stremata e demoralizzata, dando ascolto a quello che le altre gridavano, si arrese. Fu tale la sua stanchezza fisica e mentale, che crollò, e dopo un po’ morì.
L’altra rana invece continuò a saltare con ferrea determinazione. Ad ogni salto che faceva, ripeteva a se stessa:
-Ce la puoi fare! Ce la puoi fare!
Per tutto quel tempo, le altre rane, frenetiche come gli spettatori di un circo romano, le continuavano a gridare:
-smettila di lottare! Rassegnati, e muori in pace!
Ma la rana continuava a dire a se stessa:
– Si ce la farò! Ce la farò! – e ogni volta saltava con più forza, finché non riuscì ad uscire dalla buca.

Vedendola sfinita, ma salva, le altre rane dissero:
-Sei la nostra eroina! Non prendere a male il fatto che ti abbiamo scoraggiato tanto.
La rana rispose loro:
– Per favore, potete parlare più forte? Il colpo che ho subito cadendo nella buca, mi ha lasciato quasi sorda. Comunque voglio ringraziarvi che, mentre saltavo, ho visto che vi agitavate e, pur non potendovi sentire, ho capito che di certo mi stavate incoraggiando a sforzarmi di più e a non darmi per vinta. Se non fosse stato per il vostro incoraggiamento, vi assicuro che sarei rimasta in fondo alla buca per sempre, come è successo alla nostra povera compagna!

Cosa sono diventato?

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Cosa c’è scritto nel nostro corpo? Cosa gli altri leggono di noi?
Cosa facciamo vedere come un trofeo e cosa invece nascondiamo accuratamente?
Ci sentiamo traditi dal nostro corpo?
Abbiamo ignorato in qualche occasione il messaggio che ci inviava la nostra anima?
C’è una metafora del nostro dolore?
Cosa dicono di noi le nostre rughe, i capelli bianchi, le spalle curve, le unghie rosicchiate, l’incedere strascinato, le pieghe attorno alle labbra, il viso accigliato, il solco tra le sopracciglia?La tensione nello stomaco?
Ne sapremo di più nel Seminario condotto da Graziella Puglisi :”Scritto sul Corpo” Venerdì 10 aprile 2015 dalle ore 18,30 alle 20 presso l’Associazione Centro Koros via Grotte Bianche 150 Catania.

Parlare con il Corpo

parlare con il corpo

Se ti tremano le ginocchia,

se affronti la vita a testa alta,

se non ci vedi dalla rabbia,
se tendi a portarti tutto sulle spalle,

se ti prudono le mani,

se hai un peso sullo stomaco,
se un nodo ti è rimasto in gola,
se ti fanno cascare le braccia,
se ti senti le mani legate,
se vuoi essere in gamba,

se vuoi restare con i piedi per terra,

se hai l’amaro in bocca

stai parlando con il Corpo.

Io e la Maschera.

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Che cosa accadrebbe se gli altri ci vedessero fragili e insicuri?

Se dietro una apparente sicurezza potesse notarsi la grande fatica che facciamo per nascondere il nostro cuore tremante?

Se dietro un sorriso di circostanza potessimo dire la verità del nostro disappunto?

Quante volte abbiamo cacciato infastiditi la nostra parte autentica per non entrare in un conflitto?

Indossiamo una maschera quando abbiamo bisogno di proteggerci, quando ci diciamo che così come siamo non possiamo essere accettati e amati dagli altri e dobbiamo mostrarci diversi.

Il nostro modo di porci nelle relazioni è in gran parte dovuto al tentativo di orientare l’altro verso la direzione da noi desiderata in modo da rafforzare il concetto che abbiamo di noi stessi e di conseguenza andiamo alla ricerca di chi rafforza l’idea che abbiamo costruito di noi.