Non sono stato felice

Borges_1921

 

Ho commesso il peggiore dei peccati
che un uomo può commettere.

Non sono stato
felice.

Mi travolgano e disperdano,
spietati, i ghiacci dell’oblio.

I miei mi avevano creato per il gioco
azzardato e stupendo della vita,
per la terra, per l’acqua, l’aria, il fuoco.
Li ho delusi.

Non si compì la loro
giovane volontà.

Non fui felice.


Mi applicai alle caparbie simmetrie
dell’arte, che congegna vacuità.
Ereditai audacia.

Non fui audace.
Non mi abbandona. Mi sta sempre accanto
l’ombra di essere stato un disgraziato“.


Jorge Luis Borges

 

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