Le Maschere della Vergogna

per seminario Tutti abbiamo sperimentato il sentimento doloroso e difficile del provare vergogna, conosciamo come questa ci costringe ad ammettere il nostro sbaglio di fronte a noi stessi.

Si manifesta con un senso di disagio interiore, con comportamenti di timidezza, rossore ed  evitamenti.

Il primo effetto è quello dell’immobilità, ci si ritrova soli con la propria coscienza che ci rimprovera di non essere stati all’altezza delle proprie e altrui aspettative. Quando la vergogna irrompe qualcosa s’infrange, l’immagine sociale è spazzata via dallo sguardo sprezzante dell’altro. Se prima si era una persona senza un volto, ora quel volto è divenuto riconoscibile perché è visto. Provare vergogna è sintomo di consapevolezza che nasce dalla parte più autentica di se stessi, è lemozione che più ci rappresenta come esseri umani e la sua esperienza diventa di vitale importanza al fine di riconoscere il limite della nostra libertà.

In questo Seminario, organizzato dall’Associazione Centro Koros  e condotto da Graziella Puglisi, rivaluteremo questa emozione evitando di cadere in luoghi comuni e giudizi che la riconoscono come debolezza e sconfitta, scopriremo come invece rappresenta l’opportunità di mettersi di fronte a se stessi e di riscoprirsi nella propria intimità più vera.

 

DETERMINAZIONE

potere

Le Rane e la Buca (Storia Zen)

Un giorno un gruppo di rane saltava per il bosco. Improvvisamente, due di esse caddero in una buca profonda. Le compagne allora si raccolsero attorno alla buca e, vedendo che era profonda, giunsero alla conclusione che non c’era modo di salvare le compagne sfortunate.
-La buca è molto profonda! Non sopravviverete!
-gridarono
Le due rane, non dando retta alle compagne, cominciarono a saltare con tutte le forze, tentando di uscire da quella buca.
– E inutile! Non ce la farete mai ad uscire – insistevano le altre.
Alla fine una delle due, stremata e demoralizzata, dando ascolto a quello che le altre gridavano, si arrese. Fu tale la sua stanchezza fisica e mentale, che crollò, e dopo un po’ morì.
L’altra rana invece continuò a saltare con ferrea determinazione. Ad ogni salto che faceva, ripeteva a se stessa:
-Ce la puoi fare! Ce la puoi fare!
Per tutto quel tempo, le altre rane, frenetiche come gli spettatori di un circo romano, le continuavano a gridare:
-smettila di lottare! Rassegnati, e muori in pace!
Ma la rana continuava a dire a se stessa:
– Si ce la farò! Ce la farò! – e ogni volta saltava con più forza, finché non riuscì ad uscire dalla buca.

Vedendola sfinita, ma salva, le altre rane dissero:
-Sei la nostra eroina! Non prendere a male il fatto che ti abbiamo scoraggiato tanto.
La rana rispose loro:
– Per favore, potete parlare più forte? Il colpo che ho subito cadendo nella buca, mi ha lasciato quasi sorda. Comunque voglio ringraziarvi che, mentre saltavo, ho visto che vi agitavate e, pur non potendovi sentire, ho capito che di certo mi stavate incoraggiando a sforzarmi di più e a non darmi per vinta. Se non fosse stato per il vostro incoraggiamento, vi assicuro che sarei rimasta in fondo alla buca per sempre, come è successo alla nostra povera compagna!

Quello che gli altri pensano

volti di donna

Questo è il grande problema di coloro che sentono troppo e capiscono troppo: che potremmo essere tante cose, ma la vita è una sola e ci obbliga a essere solo una cosa, quella che gli altri pensano che noi siamo.
Antonio Tabucchi

Volti di Donna (Inchiostri su carta di Lucia Paguni)

 

Comprendere

Comprendere

Comprendere:
“cum prendere”,
cioè prendere qualcosa
e diventare
uniti con essa.
Se ci limitiamo a esaminare
una persona
dall’esterno
senza diventare una con lei,
senza metterci nei suoi panni,
entrare nella sua pelle,
non arriveremo mai
a comprenderla.
Thich Nhat Hanh

La Vergogna

pudore

Nel libro della  Genesi la vergogna è la punizione divina per aver trasgredito il divieto di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza:

“Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture”.

La vergogna è un’emozione profonda, negativa e dolorosa che riguarda il nostro senso di identità. Ci fa sentire male per ciò che siamo, inducendo un profondo rifiuto per noi stessi.
Si manifesta anche a livello fisico, non solo arrossendo, ma anche con il distogliere lo sguardo, l’agitazione,il blocco della parola, i vuoti di memoria, la confusione…
È legata  alla disattesa delle aspettative altrui: chi si vergogna tende ad attribuire all’altro giudizi negativi su di sé: “pensano che io non valga nulla, che non sia degno, che sia ridicolo…”

Ogni piccolo insuccesso, un errore, un’incapacità vengono letti come conferma del proprio disvalore.

Induce a nascondersi e mascherarsi: l’individuo si percepisce come negativo e così aprirsi all’esterno diventa innaturale, faticoso, angosciante.

La vergogna non è un’emozione di per sé negativa ma lo diventa nel momento in cui limita e compromette l’esperienza personale, andando a incidere sull’autostima e sull’immagine di sé.

La Pienezza

Albero

Non amare il florido ramo, non mettere nel tuo cuore la sua immagine sola; essa avvizzisce. Ama l’albero intero, così amerai il florido ramo, la foglia tenera e la foglia morta, il timido bocciolo ed il fiore aperto, il petalo caduto e la cima ondeggiante, lo splendido riflesso dell’Amore pieno. Ama la vita nella sua pienezza, essa non conosce decadimento.

Krishnamurti

Mancanza d’amore

paura di vivere

Tutto ciò che è malato nell’uomo  nasce dalla mancanza d’amore.Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d’ogni genere. Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce nemmeno – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza. Se non hai amato, non hai mai conosciuto la tua anima. Solo nell’amore arrivi a comprendere che sei più del corpo, più della mente.

Osho

Imparare

arrovellarsi

Passiamo tanto tempo a cercare di capire il “perché” ed il “per come” di tante cose, anche delle più assurde, anche di quelle che non hanno una logica.
Procediamo razionalmente e con una certa ostinazione ad una disamina che prevede responsabili e colpevoli, e magari finiamo anche per trovarli…

Alla fine del nostro viaggio, però, ci rendiamo conto che forse in tutto questo tempo, avremo potuto fare prima e meglio se ci fossimo adoperati per trovare non le cause, ma le soluzioni.
“Imparare è un’esperienza, tutto il resto è solo informazione.”
A. Einstein

Ai margini

Ai margini

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio
è  una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters

Allegria tra le lacrime

flamenco
Ed essere flamenco è così:
è avere carne, cuore, passioni,
pelle, istinti e desideri diversi;
è un vedere il mondo diverso,
con i sensi all’erta;
il destini della coscienza,
la musica dei nervi,
libera fierezza,
allegria tra le lacrime,
il dolore, la vita e
tinto di malinconia l’amore;
odiare la monotonia,
il metodo che castra;
immergersi nel canto,
nel vino e nei baci;
e trasformare in un’arte sottile,
di capriccio e libertà, la vita;
senza accettare i ceppi della mediocrità;
giocarsi il tutto per tutto;
assaporarsi, darsi, sentirsi,
vivere!
Tomas Borras